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Pubblicata il 6 luglio 2026

La sostenibilità è oggi una scelta strategica sempre più centrale per le imprese, chiamate a integrarla nei propri modelli operativi anche alla luce di un quadro normativo europeo in continua evoluzione. Lo dimostra il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR - Packaging and Packaging Waste Regulation), uno dei provvedimenti più rilevanti del Green Deal europeo in materia di economia circolare.

Il Regolamento è entrato in vigore l'11 febbraio 2025 e la maggior parte delle sue disposizioni sarà applicabile dal 12 agosto 2026, sostituendo progressivamente la precedente Direttiva 94/62/CE. A differenza di una direttiva, un regolamento europeo è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, senza necessità di recepimento nazionale, garantendo così un quadro normativo uniforme in tutta l'Unione Europea.

Ma cosa significa, concretamente, per le imprese?

Un cambio di paradigma nella gestione degli imballaggi

Il PPWR non si limita a introdurre nuovi obblighi tecnici. Cambia il modo stesso di concepire gli imballaggi.

Se fino a oggi l'attenzione si è concentrata prevalentemente sulla gestione del rifiuto, il nuovo Regolamento interviene lungo l'intero ciclo di vita dell'imballaggio: dalla progettazione alla scelta dei materiali, dalla produzione alla commercializzazione, fino al riutilizzo, al riciclo e alla gestione del fine vita.

L'obiettivo è duplice: ridurre la quantità di rifiuti da imballaggio prodotti nell'Unione Europea e favorire un mercato in cui gli imballaggi siano progettati fin dall'origine secondo criteri di sostenibilità, riciclabilità e circolarità.

Chi riguarda il PPWR?

Uno dei principali equivoci è pensare che il Regolamento interessi esclusivamente i produttori di imballaggi.

In realtà, il PPWR si applica a tutti gli imballaggi immessi sul mercato dell'Unione Europea, indipendentemente dal materiale utilizzato, e attribuisce obblighi specifici ai diversi operatori economici della filiera, tra cui fabbricanti, importatori, distributori e altri soggetti che immettono sul mercato imballaggi o prodotti imballati. Gli adempimenti variano in funzione del ruolo ricoperto, ma richiedono a tutte le organizzazioni di comprendere con precisione le proprie responsabilità.

Anche molte PMI manifatturiere che non progettano direttamente il packaging potrebbero quindi essere chiamate a verificare la conformità degli imballaggi utilizzati, raccogliere informazioni dai fornitori o predisporre specifica documentazione.

Le principali novità introdotte dal Regolamento

Il PPWR introduce un quadro organico di requisiti destinati a entrare in vigore progressivamente nei prossimi anni.

Tra i temi più rilevanti figurano:

  • progettazione degli imballaggi secondo criteri di sostenibilità;

  • riduzione degli imballaggi inutili o eccessivi;

  • requisiti di riciclabilità e, per specifiche tipologie di imballaggio, di riutilizzo;

  • utilizzo di contenuto riciclato in determinate categorie di imballaggi in plastica;

  • nuove regole in materia di etichettatura e informazione;

  • documentazione tecnica e valutazione della conformità;

  • responsabilità differenziate lungo tutta la filiera.

È importante sottolineare che non tutti questi obblighi scatteranno il 12 agosto 2026. Il Regolamento prevede infatti un'applicazione graduale, con numerosi requisiti destinati a entrare in vigore tra il 2026 e il 2040 attraverso scadenze progressive e successivi atti di esecuzione della Commissione europea.

Perché conviene muoversi oggi

Anche se molte disposizioni avranno effetti nei prossimi anni, aspettare potrebbe rivelarsi una scelta poco efficace.

Adeguarsi al PPWR significa infatti raccogliere informazioni tecniche, confrontarsi con fornitori e clienti, comprendere il proprio ruolo nella filiera e verificare che gli imballaggi utilizzati siano coerenti con i nuovi requisiti.

Per molte aziende queste attività richiedono tempo e coinvolgono funzioni diverse: acquisti, qualità, sostenibilità, ufficio tecnico, produzione e compliance.

Prepararsi in anticipo consente di affrontare il cambiamento in modo graduale, pianificare eventuali interventi e ridurre il rischio di trovarsi impreparati quando le diverse disposizioni diventeranno operative.

Cinque domande che ogni impresa dovrebbe porsi

Prima ancora di parlare di conformità, è utile verificare se la propria organizzazione è in grado di rispondere ad alcune domande fondamentali.

  • Qual è il ruolo della mia azienda nella filiera previsto dal PPWR?

  • Quali tipologie di imballaggio utilizziamo o immettiamo sul mercato?

  • Disponiamo già delle informazioni tecniche necessarie sui materiali utilizzati?

  • I nostri fornitori saranno in grado di dimostrare la conformità degli imballaggi?

  • Quali obblighi si applicheranno alla nostra realtà dal 2026 e quali entreranno in vigore negli anni successivi?

Rispondere a queste domande rappresenta il primo passo per costruire un percorso di adeguamento consapevole.

Come può supportarti UNISEF

Per aiutare le imprese ad affrontare il nuovo quadro normativo, UNISEF mette a disposizione un servizio di analisi preliminare e verifica di aderenza al PPWR.

L’attività consente di effettuare una prima valutazione del packaging aziendale, identificando le principali tipologie di imballaggio utilizzate, il ruolo ricoperto dall’impresa nella filiera e i profili normativi rilevanti ai fini del Regolamento.

Al termine dell’analisi verrà rilasciato un rapporto che sintetizza il grado di aderenza al PPWR e fornisce una base concreta per pianificare eventuali azioni di adeguamento.

Comprendere oggi il proprio punto di partenza significa poter affrontare con maggiore consapevolezza una normativa destinata a incidere sulla sostenibilità, sulla competitività e sull’organizzazione delle imprese.

Scopri quali obblighi del PPWR si applicano agli imballaggi della tua azienda.

Per informazioni:

Francesca Barro | 0422  916 431

fbarro@unisef.it

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