Con le Delibere n. 478 e n. 479 del 26 novembre 2025, ANAC ha approvato le nuove Linee Guida in materia di whistleblowing, intervenendo in modo puntuale sulla gestione dei canali interni di segnalazione e aggiornando le indicazioni relative al canale esterno.
L’intervento non modifica l’impianto normativo del D. Lgs. 24/2023, ma ne chiarisce alcuni passaggi applicativi che incidono direttamente sull’assetto organizzativo di enti pubblici e imprese.
Uno dei punti centrali riguarda le modalità di segnalazione scritta. Viene precisato che l’utilizzo della posta elettronica – ordinaria o certificata – non è di per sé idoneo a garantire la riservatezza dell’identità del segnalante, salvo l’adozione di specifiche misure tecniche e organizzative, anche sotto il profilo della protezione dei dati personali. Si rafforza quindi l’orientamento verso piattaforme informatiche dedicate, pur restando ammesse modalità alternative, inclusa la posta ordinaria e la segnalazione orale, che deve essere comunque prevista.
Le Linee Guida intervengono inoltre sulla figura del gestore del canale interno, richiedendo autonomia, competenze adeguate e continuità di funzione. Particolare attenzione è dedicata alla gestione dei conflitti di interesse e delle assenze prolungate, con la raccomandazione di individuare preventivamente un sostituto. Viene altresì chiarito il perimetro dei rapporti con l’Organismo di Vigilanza, che può accedere alle segnalazioni solo se formalmente individuato quale gestore.
Ulteriore elemento di rilievo è il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in caso di attivazione o aggiornamento del canale interno o della disciplina whistleblowing nel Modello 231. L’interlocuzione preventiva assume così una rilevanza ai fini della conformità della procedura.
Le nuove indicazioni ribadiscono inoltre la necessità di adottare un unico canale interno di segnalazione, idoneo a ricevere tutte le fattispecie previste dal D. Lgs. 24/2023, comprese quelle rilevanti ai sensi del D. Lgs. 231/2001, rafforzando il coordinamento tra whistleblowing e sistema 231.
L'Autorità pone poi particolare attenzione alla formazione in tema di whistleblowing. Pur lasciando ampia discrezionalità sulle modalità di erogazione ritiene che avviare iniziative di sensibilizzazione e formazione del personale per divulgare le finalità dell’istituto del whistleblowing e la procedura per il suo utilizzo costituisca una misura di compliance imprescindibile.
Rimandiamo al testo delle Linee Guida per una lettura integrale delle modifiche a questo link.
Segnaliamo infine che il D. Lgs. 211/2025 ha introdotto nuovi reati nel codice penale ed esteso la tutela del whistleblower anche alle persone che segnalano violazioni delle misure restrittive dell’Unione europea, modificando di conseguenza il D. Lgs. 24/2023.
Le nuove Linee Guida rappresentano quindi un ulteriore passaggio nel processo di consolidamento del sistema di whistleblowing previsto dal D. Lgs. 24/2023, offrendo indicazioni operative utili per rafforzare l’efficacia e la correttezza dei canali di segnalazione.
Per enti pubblici e imprese diventa quindi ancora più importante verificare l’adeguatezza delle procedure adottate, con particolare attenzione agli aspetti organizzativi, tecnologici e formativi connessi alla gestione delle segnalazioni.